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Pizzelle fritte

A Carnevale, solo una regola: ogni fritto vale! Dolce o salato, non importa, purché metta allegria e buonumore! Trasgredire e far festa in cucina, questo è il momento dell’olio bollente in padella, che sfrigola  e attende, pronto ad accogliere e trasformare in piccoli piaceri, impasti semplici e profumati.

Vuoi mettere la felicità nel vedere prendere forma e gonfiare una sfilata di bontà dorate e croccanti? E allora Pizzella sia!

Le pizzelle sono il cibo fritto che preferisco in assoluto! Soffici e colorate, rotonde, calde e ricche di sapore, sono davvero il top! In una pizzella c’è tutta l’autenticità della nostra cucina: un impasto morbido di acqua e farina condito con sugo di pomodoro, basilico e una spolverata di parmigiano!

Uno sfizioso street food italiano, ma che racconta della Napoli popolare dei primi del ‘900, dove queste golosità iniziarono ad essere vendute nei quartieri dove vivevano le famiglie più povere e le mogli dei pizzaioli, utilizzando gli impasti della pizza preparata dai mariti, arrotondavano gli incassi vendendo a credito le pizzelle fritte chiamate “ogge a otto” (oggi la mangio e tra otto giorni la pago).

Che meraviglia i napoletani! che della pasta fritta ne hanno fatto un’arte e una tradizione… preziose zeppoline, panzerotti e calzoncini che racchiudono golosi ripieni… e poi le Regine… le Pizzelle, fritte ma condite proprio come una pizza!

Pizzelle fritte

Pizzelle fritte A Carnevale, solo una regola: ogni fritto vale! Dolce o salato, non importa, purché metta allegria e buonumore! Trasgredire e far festa in cucina, questo è il momento dell’olio bollente in padella, che sfrigola  e attende, pronto ad accogliere e trasformare in piccoli piaceri, impasti semplici e profumati. Vuoi mettere la felicità nel vedere prendere forma e gonfiare una sfilata di bontà dorate e croccanti? E allora Pizzella sia! Le pizzelle sono il cibo fritto che preferisco in assoluto! Soffici e colorate, rotonde, calde e ricche di sapore, sono davvero il top! In una pizzella c’è tutta l’autenticità della nostra cucina: un impasto morbido di acqua e farina condito con sugo di pomodoro, basilico e una spolverata di parmigiano! Uno sfizioso street food italiano, ma che racconta della Napoli popolare dei primi del ‘900, dove queste golosità iniziarono ad essere vendute nei quartieri dove vivevano le famiglie più povere e le mogli dei pizzaioli, utilizzando gli impasti della pizza preparata dai mariti, arrotondavano gli incassi vendendo a credito le pizzelle fritte chiamate “ogge a otto” (oggi la mangio e tra otto giorni la pago). Che meraviglia i napoletani! che della pasta fritta ne hanno fatto un’arte e una tradizione… preziose zeppoline, panzerotti e calzoncini che racchiudono golosi ripieni… e poi le Regine… le Pizzelle, fritte ma condite proprio come una pizza! Stampa
Porzioni: 6 Tempo di preparazione: Tempo di cottura:
Nutrition facts: calories fat
Voto 5.0/5
( 1 voto/i )

INGREDIENTI

Per l’impasto

  • 400g di farina W330 Molino Rossetto
  • 100g di farina di farro biologico Molino Rossetto
  • 400ml di acqua a temperatura ambiente
  • 2g di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di miele
  • 10g di sale marino
  • 20g di olio evo

Per condire

  • 400g di polpa di pomodoro in finissimi pezzi Mutti
  • 80g di grana grattugiato
  • qualche fogliolina di basilico fresco
  • sale pepe nero e olio evo qb

Per friggere

  • olio di semi di arachide qb

ISTRUZIONI

  1. Preparate l’impasto il giorno prima: mettete le farine setacciate in una capiente bowl, dividete l’acqua in due parti uguali e in una metà scioglietevi il lievito e il miele; aggiungete questa parte di acqua alla farina e iniziate a mescolare con un cucchiaio di legno, poi man mano aggiungete anche l’altra. Otterrete una specie di pastella densa e appiccicosa, ma non preoccupatevi, deve essere così perché è un impasto ad alta idratazione e soprattutto non aggiungete altra farina. Solo dopo aver fatto incorporare bene il lievito all’impasto aggiungete il sale (al centro e senza far toccare le pareti della ciotola) e continuate a mescolare, unendo anche l’olio; alla fine otterrete un impasto dalla consistenza morbida, umida e dall’aspetto stracciato.
  2. Coprite con un telo e lasciate riposare dieci muniti dentro la stessa bowl a temperatura ambiente.
  3. Rovesciate l’impasto sul piano infarinato e iniziate a fare le pieghe a tre: appiattitelo leggermente con le dita delle mani a formare un rettangolo e dividetelo mentalmente in tre parti uguali; sollevate la parte superiore del rettangolo e piegatela verso il centro e poi sovrapponetevi la parte inferiore; otterrete un rettangolo più stretto e più spesso; giratelo di 90° e ripetete la stessa operazione di prima; capovolgete l’impasto in modo che la chiusura delle pieghe si trovi sotto e rimettetelo a riposare nella bowl. Ripetete questa operazione 4 volte a intervalli di 15 minuti, questo servirà a dare struttura all’impasto e a farlo asciugare dolcemente.
  4. Dopo l’ultimo giro di pieghe sistemate l’impasto nella bowl, sigillate con pellicola trasparente e riponetelo nella parte più bassa del frigo per 20 ore (sarebbe preferibile impastare la sera di modo che il frigo rimarrà chiuso tutta la notte e l’impasto non subirà variazioni di temperatura dovute all’eventuale apertura del frigo).
  5. Trascorso il tempo di lievitazione e maturazione, tirate fuori la bowl dal frigo, togliete la pellicola e lasciate a temperatura ambiente per circa dieci minuti.
  6. Quindi rovesciate l’impasto delicatamente sul piano infarinato staccandolo gentilmente dalle pareti della ciotola con l’aiuto di un tarocco.
  7. Procedete allo staglio formando panetti di 50g: fate a ciascuno le pieghe, pirlate e formate le palline; sistematele, con la chiusura verso il basso, in un contenitore di plastica leggermente infarinato, incoperchiate e lasciate riposare altre 2 ore.
  8. Nel frattempo preparate il sugo di pomodoro: scaldate un filo d’olio evo in una casseruola e aggiungete la polpa di pomodoro; appena inizia a sobbollire condite con sale, pepe nero e qualche fogliolina di basilico fresco, io aggiungo anche un cucchiaino di zucchero (se vi piace potete aromatizzare il vostro sugo facendo soffriggere nell’olio uno spicchio d’aglio in camicia schiacciato o dello scalogno tritato prima di aggiungere la polpa). Abbassate la fiamma e cuocete con coperchio per circa 15 minuti. Spegnete e aggiungete altro basilico a fine cottura. Tenete da parte.
  9. Adesso mettete a scaldare l’olio di semi di arachide ad una temperatura di 170° e iniziate a stendere le pizzelle: prelevate una pallina alla volta, adagiatela sul piano leggermente infarinato, stendetela allargandola delicatamente a cominciare dal centro e lasciando i bordi più alti (per evitare che in cottura l’impasto gonfi troppo bucherellate la pizzella); appena l’olio avrà raggiunto la temperatura perfetta immergetela e tenete premuto il centro col dorso di un cucchiaio per creare una cavità che servirà a raccogliere il condimento.
  10. Friggete tutte le pizzelle fino a doratura e scolatele su carta assorbente.
  11. Sistematele su un tagliere e conditele con un cucchiaio di sugo di pomodoro, una spolverata di grana grattugiato, foglioline di basilico e pepe nero.
  12. Servite ben calde.

NOTE

-Il mio impasto lievita e matura in 22h (prima in frigo e poi fuori), ma se avete poco tempo a disposizione potete lasciarlo lievitare a temperatura ambiente utilizzando una dose maggiore di lievito. -Con la stessa ricetta io preparo anche la pizza in teglia... a breve il post!

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